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Maierato
Confraternita di Maria SS. della Pietà
Devozione a San Rocco | Devozione a San Rocco |
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La grande popolarità di San Rocco è attiva anche presso la nostra Chiesa, qui a Maierato. Santo di origine francese che nacque a Montpallier anno imprecisato tra il 1376 e il 1379, da famiglia agiata, venerato dalla Chiesa cattolica come protettore dei pellegrini, degli appestati e più in generale dei contagiati, dei farmacisti e dei becchini, in alcuni luoghi pure dei lavoratori delle pelli. Patrono di numerose città e paesi è il santo che ha il numero maggiore di luoghi di culto dedicati a livello mndiale. Rocco venne invocato come santo già nel 1414, durante il Concilio di Costanza. Nel 1584 ne venne sancita la canonizzazione, per la fondatezza e rilevanza del suo culto, già da tempo esistente (per San Rocco non venne mai tenuto un processo di canonizzazione, procedura che fu definitivamente istituzionalizzata solo col Concilio di Trento). Papa Gregorio XIIII ne fissò la sua festa al 16 agosto Numerosissime sono le sue raffigurazioni, da quelle più semplici e popolari fino a quelle dei grandi maestri dell'arte. In esse il santo viene presentato in abito da pellegrino, con una serie di caratteristiche e simboli che si ripetono in modo più o meno costante e che comunque permettono di riconoscerlo abbastanza agevolmente e prontamente anche quando non ci sono altri dati che permettono di individuare chi è raffigurato sul simulacro di cui si tratta: Il vestito caratteristico del pellegrino, consistente in tabarro (mantello a 360°) e relativo tabarrino (mantellina di dimensioni ridotte, posta sopra il lungo tabarro vero e proprio, con funzione protettiva del tronco e delle spalle, specie quando si trasportava bagaglio ecc.) che da lui ha poi preso il nome (sanrocchino), un cappello a larga tesa, un bastone, una zucca per contenere l'acqua (spesso appesa al bastone), conchiglie (da usarsi per attingere appunto l'acqua) fissate, a seconda dell'immagine, sul mantello o sul cappello oppure appese a mo' di collana, bisaccia a tracolla, in alcuni casi pure una piccola fiaschetta attaccata alla cintola (nella rappresentazione dell'artista, sarebbe il contenitore del medicamento recato con sè da questo ex studente di medicina presso la presigiosa Facoltà della sua città natale) e nelle mani la "lancette" ossia il piccolo bisturi che si iniziava ad usare all'epoca per incidere i bubboni, favorendo la fuoriuscita del pus E' affiancato da un cane: soprattutto a partire da Quattro e Cinquecento compare anche questo animale, che reca in bocca il tozzo di pane sottratto alla mensa di Gottardo Pallastrelli, con cui avrebbe provvidenzialmente nutrito il santo durante la malattia. Si festeggia da noi, il 16 agosto. A lui è dedicata una solenne quindicina (dall' uno al 14 agosto), durante questi giorni di festa vi è anche la tradizione popolare di portare I giganti: Mata e Grifone, accompagnati per le vie del paese a suono di tamburi. La mattina del 16 agosto lo sparo dei fuochi e il suono della banda tra le vie del paese annunciano la solenne processione della statua di San Rocco, che si trova presso la Chiesa di Santa Maria della Pietà. Durante la processione vengono benedetti "i vuti" e "i biscotti, papuni" che si donano al Santo come oggetti votivi, ed hanno forma o parte di figura umana per richieste e guarigioni. Nella sera del 16 agosto, sempre in onore del Santo si svolge una serata musicale che termina con grandi spettacoli pirotecnici a mezzanotte. La devozione a San Rocco, qui a Maierato è legata a un miracolo a lui attribuito, e legato alla piaga della gamba della statua di San Rocco, da cui un tempo sgorgava pus, il 3 settembre si festeggia "u miraculu di Santu Roccu".
Le volontarie scn 2007/2008 Marisa Brundia, Francesca Veneziano, Sonia Falduto |
Via Riviera Prangi, 156 89812 Pizzo (VV) |
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