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... è il sito web della Pro Loco “Rocca Angitola” di Maierato. Un sito in continuo aggiornamento e lavorazione, dove ci si impegna a raccontare Maierato e non solo, a promuovere e valorizzare il proprio territorio nei diversi aspetti: storici, sociali, culturali, economici e produttivi.
Brevi notizie su storia ed ambiente di Maierato
Posto ad un'altitudine media di 250 m sul livello del mare, nei pressi di un affluente del lago Angitola denominato Scuotrapiti, Maierato conserva nel suo nome le antiche origini greche, il cui significato è comunemente noto come “Battaglia Sacra”, proprio perchè probabilmente derivava dai continui scontri armati sul territorio, tra indigeni e coloni greci.
La chiesa parrocchiale, preceduta da una scalinata di accesso, è di origine medievale, profondamente ripresa dopo i danni subiti a causa del terremoto del 1783. La facciata presenta un monoforte ed è fiancheggiata
da una torre campanaria cuspidata a pianta quadrata. L'interno, in parte barocco, ha l'abside sovrastata da cupola con lucernario circolare. Ricco di sorgenti d'acqua oligominerali è il territorio di Maierato, infatti diverse sono le località interessate da queste sorgenti, come Trovatu, Pimè, Puzzu, Mantania, Sambuco, Pizziju, Ciaramija, Acquaferrata solo per citare quelle più importante. L'oasi naturalistica dell'AngitolaDa visitare è il lago dell'Angitola, oasi naturalistica, di importanza internazionale, protetta dal Wwf, perché vi stanziano numerose specie di volatili e per la ricchezza della flora e della fauna, vero scrigno della biodiversità mediterranea. L’oasi naturalistica dell'Angitola, si trova ad appena 4 km dallo svincolo autostradale di Pizzo, per 3/4 nel territorio di Maierato e per la rimanente parte in quello di Monterosso Calabro. L’oasi si è arricchita dopo la realizzazione del bacino artificiale di circa 200 ettari, costruito negli anni ’60, le cui rive sono ricoperte di Salici Bianchi e da una fitta pineta di Pino d’Aleppo. La vegetazione anfibia è rappresentata dalla Tifa o Mazzasorda, dal Potamogeto e dall’Irie. Divenuta oasi nel 1975, diedi anni dopo fu inserita dal Ministero dell’Agricoltura e Foreste tra le zone umide d’importanza internazionale per gli uccelli acquatici, secondo la convenzione di Ramsar. Sono proprio loro a rappresentare la principale attrattiva del lago: fino ad oggi sono state classificate oltre 130 specie che in vari periodi, svernano o si riproducono. In autunno si possono ammirare le numerose specie di anatre o, tra aprile e maggio, quasi tutte le famiglie di aironi, da quello rosso a quello cenerino. Con un po’ di fortuna è possibile osservare il Falco pescatore tuffarsi in acqua per ghermire la preda. Ma lo spettacolo più entusiasmante è quello offerto dallo Svasso Maggiore, il quale, sin dal 1982, scelse di costruire qui i primi nidi. Elegantissimo con il suo lungo collo bianco, i due cornetti di piume sulla testa, la gorgiera marrone, si esibisce in primavera in un elaborato rituale di corteggiamento, fatto di parate, tuffi, volteggi, che culmina in una spettacolare danza sull’acqua |
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