A FEDERICA
Camminavi su una distesa di sabbia
Onde i granelli osavano accollarsi tra loro,
a gruppi si dividevano, formando piccole orme
e tra esse emergevano bagliori di diamantite luci.
I passi solcati sul viso cocente della sabbia
Lasciavano orme che sembravano rincorrersi
Come appositamente tracciate , una , un’altra.
E allor che ti voltasti, vedesti che era te che cercavano.
Sempre piu’ veloci e piu’ vicine le vedesti alle tue spalle
E corresti, corresti veloce piu’ della gazzella
E ancor piu’ veloce corresti, con la furia di un tiepido vento
E udisti nelle tue vene, un sangue urlante pulsare.
ti girasti velocemente intorno, come se danzassi
e d’improvviso udisti, i respiri di un muto silenzio
Perdesti lo sguardo che come impazzito incomincio’ a ondeggiare
Tra i granelli, i riflessi e le milioni di orme.
Mai riuscivano a sorpassarti
E solo loro, leste ti seguivano
E tu, cosi’ piccola, mai riuscisti a rincorrerle
E per paura i tuoi respiri cominciarono a singhiozzare.
Girasti, girasti e ancora girasti
E vedesti te, persa al centro di una danza
Che le orme iniziarono a ballare
E con esse anch’tu prendesti a volteggiare.
Il cielo sopra i tuoi occhi, tacito osservava
Il sole difendeva le orme dalle buie ombre
Le tue mani impazzite , rabbiose le colpirono
Ma esse , mai si distrussero e ancora ti seguirono.
ti vedesti persa, sola e urlasti aiuto
Solo dei miseri gabbiani udirono i tuoi vagiti
E allora cadesti e ,atterrasti soffice
dov'era caldo e senza orme.
Appena scrutasti intorno con gli occhi stanchi
E ti vedesti sospesa sopra i primi increspi del mare.
La’ alcun orma piu’ ti pote’ seguire,
allor che sulla sabbia, solo li’ poterono sostare.
Il tuo nome urlavano , cercandoti impazzite
Urla disperate e furiose, ma tu sorda non volesti udire,
al cielo donasti il tuo corpo e la tua rassegnazione,
perche’ da esso venisti e ad esso sepesti di dover tornare.
Giusy Staropoli