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Quando un prete si fa amare PDF Stampa E-mail
Sant’Onofrio conferisce la cittadinanza onoraria a don Maurizio Raniti
Il prossimo 5 maggio l’amministrazione comunale di Sant’Onofrio conferirà la cittadinanza onoraria a don Maurizio Raniti. Lo rende noto il sindaco Franco Ciancio che, nei giorni scorsi, l’ha comunicato all’interessato e, unitamente ad una delegazione di amministratori, al vescovo Luigi Renzo nel corso di un incontro nella sede di Mileto. In tale occasione, il presule, oltre ad esprimere apprezzamento per tale riconoscimento al magistero pastorale di uno dei suoi parroci, ha garantito la propria presenza in occasione del consiglio comunale aperto nel corso del quale don Raniti verrà proclamato cittadino onorario. La decisione dell’amministrazione comunale, la cui grande valenza simbolica è accresciuta dalla considerazione che per la prima volta nella storia di Sant’Onofrio viene conferito tale prestigioso riconoscimento, è stata unanimemente condivisa dalla cittadinanza, che in tutte le sue componenti apprezza l’impegno del giovane sacerdote volto a stimolare e far crescere nella fede e nella concordia la comunità. Originario di San Gregorio d’Ippona, quarantuno anni di cui dieci trascorsi a Sant’Onofrio, seppur gli ultimi due solo in qualità di collaboratore dell’attuale parroco don Antonio Mazzeo, don Maurizio Raniti sin dal suo insediamento, si è saputo caratterizzare per la promozione di un’intensa attività sia in campo religioso che sociale. Innestandosi felicemente nel solco fecondo tracciato da chi lo ha preceduto alla guida della parrocchia: don Luigi Forgione e don Gaetano Currà (solo per citare gli ultimi in ordine di tempo). La formazione spirituale dei giovani, la costante attenzione verso le problematiche degli anziani e degli ultimi, la rivitalizzazione dei rapporti di collaborazione tra le realtà associazionistiche presenti sul territorio, la riscoperta dei comuni valori di appartenenza con le comunità santonofresi sparse nel mondo, costituiscono alcuni dei tratti caratterizzanti la sua instancabile azione pastorale. Il tutto mai disgiunto da una marcata capacità di ascolto delle ragioni degli altri e da una naturale predisposizione al dialogo ed al confronto. Il conferimento della cittadinanza onoraria costituisce, secondo il comune sentire, il giusto, quanto doveroso, riconoscimento «ad un sacerdote che ha amato e che si è fatto amare», avendo guidato la comunità «verso spazi dell’anima e dell’essere e avendo sottolineato che l’amore, la pace, la liberazione sono il frutto di una fede profonda ed autentica ». E che ha saputo sapientemente stimolare e indirizzare le molteplici potenzialità esistenti, permettendo a Sant’Onofrio di vivere un periodo di grande risveglio spirituale e culturale che ha contribuito a promuovere positivamente l’immagine di un paese che, anche se in un recente passato, era stato profondamente lacerato da eclatanti episodi di cronaca. Tante le iniziative promosse in questi anni da don Raniti, tra le quali bisogna ricordare l’apertura dell’oratorio parrocchiale, le quattro edizioni del Concilio diocesano dei giovani, il Cantabimbo, i campi scuola riservati a ragazzi e ragazze di ogni età, i gemellaggi con le città che ospitano le comunità più numerose di santonofresi emigrati e culminati con la rappresentazione sacra dell’Affruntata in Piemonte ed in Canada, la promozione della rassegna culturale estiva “Canuscimundi oh calabrisi!”, l’istituzione del Premio internazionale “Città di Sant’Onofrio- Memorie d’impegno”.
Tratto da: calabria ora ed. vibonese pag. 20 di lun. 28 apr. 2008
 
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